MERCATO ELETTRICO: FREE, CON RIFORMA RIEQUILIBRARE DOMANDA E OFFERTA

ROMA, 5 APRILE 2017 – “Le proposte di Direttiva per la riforma del mercato elettrico e di modifica del relativo Regolamento, che vanno necessariamente lette congiuntamente per comprenderne appieno la ratio, testimoniano la consapevolezza che il persistente calo dei costi e il parallelo aumento delle prestazioni delle più innovative tecnologie per le rinnovabili sono accompagnati dall’ormai evidente irruzione nel settore energetico di due disruptive technologies – l’accumulo elettrochimico e la digitalizzazione – che, in abbinamento alla sempre crescente presenza di produzione elettrica rinnovabile non programmabile, modificheranno radicalmente sia le tradizionali modalità di gestione del mercato elettrico e, al suo interno, delle reti, sia l’ancor più tradizionale assetto delle mobilità pubblica e privata”. E’ questa l’introduzione della relazione che il Coordinamento Free ha tenuto nel corso dell’audizione presso la X Commissione della Camera dei Deputati, sulla riforma del mercato elettrico proposta dalla Commissione europea.

Durante l’audizione, il Coordinamento Free, rappresentato dal Presidente Gb Zorzoli e da Livio de Santoli, si è soffermato sul ruolo degli accumuli, della mobilità elettrica, e dei consumatori. Un capitolo a sé è stato dedicato al riequilibrio, nel nuovo mercato elettrico, tra la domanda e l’offerta e al ruolo degli aggregatori. Inoltre Zorzoli ha sottolineato come l’Italia arrivi sempre in ritardo sul recepimento delle Direttive europee: “Lo conferma l’iter di recepimento della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che è del 25 ottobre 2012, ma si traduce nel Decreto legislativo 102/2014 solo il 4 luglio 2014”.

“L’Unione europea non gode di ottima salute. Non è quindi scontato che il contenuto del “Winter package” sia sostanzialmente recepito nelle diverse Direttive da sottoporre all’approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo e che gli OK finali arrivino, come concordato, entro l’anno. Tuttavia, ciò che è realizzabile sulla base delle normative esistenti sarebbe sufficiente per: modificare in modo rilevante il ruolo attuale della domanda in Italia, anche attraverso la figura dell’aggregatore; portare la chiusura del mercato infraday in prossimità della consegna dell’energia; varare politiche parallele di promozione dei sistemi di accumulo e della mobilità elettrica, in modo da massimizzare le sinergie esistenti fra i due comparti. Se viceversa – si legge nelle conclusioni del Coordinamento Free – la riforma del mercato elettrico passasse entro l’anno senza sostanziali modifiche, il ritardo italiano renderebbe elevato il rischio di procedure di infrazione, a meno di un energico colpo di reni, di cui per il momento non si intravedono le premesse”.

In allegato il testo della relazione del Coordinamento Free presso la X Commissione della Camera dei Deputati.

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