CS Free – NEXT GENERATION EUROPE: USARE AL MEGLIO LE RISORSE SEMPLIFICANDO LE PROCEDURE.

LA BUROCRAZIA HA UN COSTO DEL 20% SULL’INVESTIMENTO E METTE A RISCHIO GLI OBIETTIVI AL 2030.

[Roma 16 dicembre 2020] «Si tratta di un’occasione unica, quella dei 198 miliardi di euro che l’Europa ha assegnato all’Italia nel quadro di Next Generation Europe, impropriamente chiamato Recovery Plan. – afferma il Presidente del Coordinamento Free, Livio de Santoli – E il capitolo sul Green è così importante, 74 miliardi di euro, che è assolutamente necessario che tutte le risorse siano utilizzate al meglio inserendole in contesto favorevole per la produzione di un vero sviluppo ecosostenibile che aiuti a vincere le sfide climatiche». Si tratta di un contesto, per il Coordinamento Free, tutto da costruire.

«Abbiamo delle incertezze legate sia al Pniec che è profondamente da rivedere sia al quadro autorizzativo che deve essere riformato in maniera incisiva – prosegue de Santoli – La burocrazia e la lentezza autorizzativa hanno un costo che può superare il 20% sul totale necessario per la realizzazione degli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili, quando non si traducono in occasioni perse come quella legata al solare termodinamico». De Santoli si riferisce alla mancata autorizzazione di un primo impianto solare termodinamico in Sardegna che ha prodotto il disinvestimento di decine di milioni di euro in attività produttive legate al componente principale di questa tecnologia, ossia i tubi di captazione a sali fusi – brevetto italiano dell’Enea – e la successiva delocalizzazione della produzione in Asia.

«Questi costi improduttivi rappresentano una quota assolutamente insopportabile dal sistema soprattutto in questo momento in cui l’Europa ha aumentato il target di riduzione delle emissioni climalteranti al 2030. – prosegue de Santoli. – Mentre le proposte del Coordinamento sulla semplificazione sono a costo zero per lo Stato, anzi risultano positive anche sotto il profilo economico, oltre che ambientale, visto che le nuove rinnovabili producono anche sviluppo e occupazione. Ciò che serve alle fonti rinnovabili sono certezze e tempi rapidi. Non è possibile che ci siano progetti che aspettano nove anni, come è successo a Taranto per l’eolico off-shore, o che perdono percentuali importanti di incentivi come accade con il biogas».

«Capiamo che ci possono essere delle “diffidenze” da parte dei cittadini anche rispetto agli impianti rinnovabili, ma siamo altrettanto convinti che si tratti di una mancata informazione sulle peculiarità positive delle rinnovabili. – conclude de Santoli – Il Coordinamento Free, per esempio, ha di recente presentato un position paper per l’agro-fotovoltaico realizzato grazie alla collaborazione tra le associazioni delle rinnovabili, quelle ambientaliste e quelle degli agricoltori».

Infine, il Coordinamento Free si rende disponibile a consigliare la politica su roadmap e valore dei finanziamenti indirizzandoli in modo “integrato” verso tutte le tecnologie, chiamate ognuna a svolgere la propria parte.

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